| DOLENTIUM - XVIII Conferenza Internazionale - Segunda Sessione: La luce della fede nel mondo della depressione |
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La luce della fede nel mondo della depressione |
5. Dialogo interreligioso: il senso della depressione e del malessere considerato nella visuale delle religioni5.2. La depressione e la sua cura alla luce del Corano e della SunnahDio ha mostrato nel Suo Libro Glorioso e il santo profeta Maometto – che la pace sia con lui – ha indicato numerose linee-guida che proteggono un credente dalla depressione e da molti disturbi psicologici prima che possano aver effetto, che gli forniscono l’immunità a queste malattie e lo conducono alla guarigione ed alla liberazione, qualora egli dovesse caderne vittima. È vero che la medicina ha raggiunto incredibili progressi nella cura delle malattie del corpo, ma le malattie psicologiche, che hanno proliferato con il progredire della civiltà materialistica, non possono essere curate né evitate, né l’uomo può avere l’immunità e il potere di contrastarle con la medicina moderna, malgrado il suo grandissimo progresso; la malattia psicologica deve essere affrontata anche per mezzo della fede in Dio e nei Suoi Nomi più belli. Nei prossimi paragrafi verrà chiarito quanto segue.1. La concezione di divinità nel Sacro Corano e i suoi effetti sulla salute psicologica: Dio è il Signore di tutti i mondi, l’altamente misericordioso e pietoso. Questi sono tra gli attributi e i nomi di Dio in cui un musulmano crede, che ripete nella propria preghiera e nelle manifestazioni di culto e che prende a guida per tutta la propria vita. Questi attributi riempiono il cuore del credente con l’amore del suo Signore che ha cura di lui, gli elargisce le Sue benedizioni e gli concede la Sua misericordia. Se un credente fa del bene, Dio sarà più benevolo nei suoi confronti e, se fa del male, Dio gli spalancherà la porta perché egli possa godere del Suo perdono e gli consentirà di pentirsi, di correggere il proprio comportamento e di ritornare al suo Signore. Dio sia lodato – in questo caso: Il principale motivo per cui l’uomo viene meno davanti alle tensioni, alle fatiche, alle esigenze, alle paure e ai rischi della vita è che egli non trova il riparo ed il luogo sicuro dove incontrare la propria tranquillità, il riposo e la serenità. La vera fede è il luogo del conforto e del riparo nel quale un credente sente l’invito del suo Signore che dice: Dio, sia egli lodato, dice anche: Egli dice anche: Le tenebre della terra e del mare indicano gli orrori e le avversità, le calamità e i rischi a cui è esposto l’uomo. Il Corano Glorioso mette in evidenza casi in cui l’uomo crolla quando viene privato della benedizione o quando gli vengono restituite carità e misericordia, e come un credente invece si mantiene saldo nella propria perseveranza quando perde la grazia e rivolge il proprio ringraziamento a Dio quando gode di questo favore. Dio, sia egli lodato, dice: 2 – Non ci dovrebbe essere disperazione, né sconforto. Il vero credente è fortificato dalla sua stessa fede contro tutto ciò che causa disperazione, impotenza e frustrazione di fronte alle avversità e alle sofferenze. In questo senso egli è guidato dai sacri versi coranici e dagli hadiths (detti) del profeta Maometto. In questo contesto Dio – sia egli lodato – dice: 3 – Seguendo l’esempio del profeta Maometto – la pace sia con Lui – che ha affrontato le più gravi calamità e difficoltà senza venirne indebolito, arrendersi o scoraggiarsi; tramutando di fatto le disgrazie in doni e trasformando le avversità in prosperità. Ed intanto il suo Signore gli diceva di non crucciarsi a morte mentre sentiva la caparbietà, il rifiuto ed il pregiudizio della sua stessa gente. Qui Dio Onnipotente dice a Maometto: 4 – Venerazione, commemorazione di Dio, preghiera e sincera fiducia in Dio: ciò include l’abbandonarsi a Dio, la rinascita del proprio cuore nella celebrazione di Dio, la sincera dipendenza da Dio, affidando a Lui le nostre questioni ed aspettando la Sua ricompensa; affrancamento dai pesi del materialismo, derivati dall’attaccamento agli orpelli della vita terrena; purificazione dalla disobbedienza e dai peccati che opprimono l’anima e la riducono ad una mera schiava delle passioni e dei desideri carnali, cosicché se una persona perdesse questi piaceri transitori, si verrebbe a trovare nell’amarezza del tormento e dello sconforto. In questo contesto, Dio Onnipotente dice: La fede nell’Aldilà e nel suo effetto di protezione contro queste malattie, e la loro curaCredere nell’Aldilà amplia l’orizzonte del credente e il suo atteggiamento nei confronti della vita, in modo che egli non soffra delle difficoltà di questo mondo. Così un vero credente non è colui che è soddisfatto solamente quando raggiunge i suoi fini terreni e che, se non riesce a raggiungerli, si sente debole, depresso e rovinato e pensa di aver perso tutto. Ciò su cui attira l’attenzione il Sacro Corano è dove Dio dice: In conclusione: il musulmano/a affetto/a da depressione dovrebbe: 1. chiedere un parere medico moderno, poiché la legge dell’Islam dice che dovremmo cercare la cura per ogni malattia perché Dio ha creato una medicina per ogni malattia eccetto la morte; 2. credere che Dio e solo Dio lo salverà e gli conferirà pace e serenità; 3. essere dedito a Dio e credere in Lui è l’unica prevenzione e protezione dalla depressione. Prof. Kamel Ajlouni
TAVOLE
(O, chi risponde quando l’(animo) affranto Lo invoca, Chi dà sollievo alle sue sofferenze?) (Surat al-Naml, 27, verso 62).
(Dì: “Chi vi provvede il cibo dal cielo e dalla terra, chi domina l’udito e la vista, chi trae il vivo dal morto e il morto dal vivo, chi governa ogni cosa?”. Subito risponderanno: “Dio”. Dì’, “Non [gli] mostrerete dunque misericordia?”) (Surat Viunus, 10, verso 31).
(Dì: “Chi vi salverebbe dalle tenebre della terra e del mare, quando Lo invocate umilmente e in silenzioso terrore: «Se solo Egli ci sollevasse da questi pericoli, (promettiamo che) saremo certamente riconoscenti». Dì: “È Dio che vi libererà da queste e da tutte le (altre) angosce: e tuttavia venerate falsi dei!”) (Surat al-An’am, 6, versi 3,64).
(Se facciamo gustare all’uomo la nostra misericordia e poi gliela neghiamo, ecco che si dispera e cade nella bestemmia. Ma se gli facciamo gustare la (nostra) grazia dopo che la sventura l’ha colpito, dirà certamente, “Tutti i mali si sono allontanati da me”: Ecco! Egli diverrà esultante e borioso. Non così si comportano coloro che mostrano perseveranza e costanza, lavoro e rettitudine; essi avranno il perdono (dei peccati) e grande ricompensa) (Surat Hud, versi 9-11).
(Se Dio decreta che ti giunga una sventura, non c’è nessuno che possa liberartene, eccetto Lui. E se vuole un bene per te, nessuno può ostacolare la Sua grazia: Egli ne gratifica chiunque egli voglia tra i Suoi servi. Egli è Colui che Perdona, il Misericordioso) (Surat Yunus 10, verso 107).
(Ti struggerai forse, crucciandoti a morte, seguendoli nel dolore, se non credono in questo Discorso?) (Surat al-Kahf, 18, verso 6).
(Ricordatevi dunque di Me e Io mi ricorderò di voi. Siatemi riconoscenti e non rinnegate la Fede. O voi che credete! Rifugiatevi nella paziente perseveranza e nell’orazione: perché Dio è con coloro che perseverano pazientemente. E non dite di coloro che sono stati uccisi sulla via del Signore: “Sono morti”. No, essi vivono, anche se non ve ne accorgete. Siate certi che vi metteremo alla prova con terrore e fame e con la perdita di beni, di persone o di frutti (del vostro lavoro), ma date la buona novella a coloro che perseverano pazientemente, che dicono, quando li coglie una disgrazia: “Apparteniamo a Dio e a Lui ritorniamo”. Essi sono coloro sui quali (discendono) la benedizione e la misericordia di Dio, essi sono coloro che ricevono la guida). (Surat al-Baqarah 2, versi 152-157).
(In verità l'uomo è stato creato molto impaziente; prostrato quando lo coglie la sventura; e meschino quando è benedetto da Dio; non così coloro che sono dediti alla preghiera: coloro che sono costanti nella loro preghiera; e colui sui cui beni è riconosciuto il diritto per i (bisognosi) che chiedono e per colui che non può (per qualche ragione) chiedere; e coloro che perseverano nella verità del Giorno del Giudizio; e coloro che temono la disapprovazione del loro Signore, ché in verità la disapprovazione del loro Signore è l’opposto della Pace e della Serenità; e coloro che si mantengono casti, eccetto che con le proprie spose e con le (schiave) che possiedono, poiché (allora) non sono biasimevoli; ma coloro che vanno oltre sono dei trasgressori; e coloro che rispettano le proprie verità ed i propri impegni, e coloro che sono fermi nella propria testimonianza; e coloro che difendono (la sacralità) della loro fede; costoro saranno onorati nei Giardini (della Beatitudine) (Surat al-Ma’arij, 70, versi 19-35). |