DOLENTIUM - XVIII Conferenza Internazionale - Terza Sessione: Cosa fare per uscire dalla depressione?
 

Cosa fare per uscire dalla depressione?

2. La carità

2.3. Il ruolo della famiglia di fronte alla depressione

Non c’è dubbio che è nella famiglia che si annidano tutti i mali della società, così come non c’è dubbio che essa sia il luogo privilegiato da colui che deve ricominciare la salvezza della stessa società.

La famiglia come spazio naturale per crescere in modo sano

Dio non ha voluto che l’uomo vivesse solo. Per questo li ha creati “maschio e femmina” e, a partire da loro, ha creato la famiglia. È nella famiglia che tutti, uomini e donne, possono realizzarsi come persone. E questo è un cammino obbligato.

La famiglia è lo spazio naturale perché l’uomo e la donna possano crescere sani. Lì le persone maturano, lì si rafforza la loro identità, lì trovano il gruppo di riferimento e di appartenenza che dà loro la possibilità di crescere in maniera sana.

La famiglia è il luogo in cui gli uomini e le donne assumono i valori basilari che permettono loro di affrontare l’esistenza nelle loro relazioni fondamentali con Dio, con gli altri e con se stessi. Tale crescita equilibrata li mette in grado di maturare e di aprirsi alla vita nella società.

La famiglia, istituzione soggetta ad attacchi particolari nella società attuale

È molto probabile che non ci sia altra istituzione che soffra un numero maggiore di attacchi nella società attuale della famiglia.

Ciò che si osserva nella società di oggi agisce, in diversi modi, contro il senso cristiano e umano della famiglia, ed è la famiglia a riprodurre e a ridimensionare in modo permanente il male che riceve, creando così quella terribile realtà che ci fa riconoscere che l’istituzione chiamata a “salvare” la società è, ugualmente, l’istituzione attaccata dalla società stessa.

La società di oggi, segnata dalla mancanza assoluta del senso del futuro, dell’interesse per l’altro e accompagnata da uno spirito di immediatezza, superficialità, egoismo, necrofilia e da quel regnante  “cainismo vitale” che ci fa supporre che nessuno è responsabile di nessuno e di fronte a nessuno, è una società del “si salvi chi può” che sommerge in un mondo di disperazione e inquietudine le nuove generazioni le quali, ogni giorno di più, sono preda della disillusione e del disincanto e che facilmente soccombono di fronte a uno dei “mali” che colpiscono milioni di persone in tutti i continenti.

Giovanni Paolo II ci dipinge il panorama desolante della famiglia di oggi nell’esortazione pastorale Ecclesia in America: “Molte sono le insidie che minacciano la solidità dell’istituzione familiare nella maggior parte dei Paesi dell’America, e costituiscono altrettante sfide per i cristiani. Vanno menzionate, tra le altre, l’aumento dei divorzi, la diffusione dell’aborto, dell’infanticidio e della mentalità contraccettiva”1.

Ai problemi segnalati dal Papa occorre aggiungerne altri, almeno in America Latina, che colpiscono in maniera grave l’istituzione familiare. Essi sono: il bassissimo indice dei matrimoni, l’alta percentuale delle unioni di fatto, aleatorie e quasi senza stabilità, con tutte le conseguenze che ne derivano, come pure il crescente ed elevato indice di disgregazione familiare, sia per il divorzio, tanto facilmente accettato e legalizzato in quasi tutti i Paesi, sia per l’abbandono della casa (quasi sempre da parte del padre), sia ancora per le sregolatezze sessuali nate da una falsa nozione di mascolinità. A tutto ciò va aggiunta l’accentuazione dell’edonismo e dell’erotismo come risultato dell’asfissiante propaganda messa in atto dalla società dei consumi.

Occorre segnalare che molte di queste situazioni nascono sistematicamente per opera delle politiche di varie istituzioni delle Nazioni Unite, che influiscono sulla legislazioni di tutti i Paesi del mondo, molte volte condizionando gli aiuti economici degli organismi mondiali dell’economia.

È importante segnalare che la mentalità postmoderna, graficamente descritta da S.E. il Cardinale Javier Lozano Barragán all’inizio di questa Conferenza, incide in maniera notevole sulla fragilità dell’istituzione familiare e nell’accrescere molti dei problemi segnalati. Si noti come oggigiorno sia comune che la gioventù sia restia a compiere delle scelte per tutta la vita, come quella del matrimonio cristiano.  

La famiglia è spesso origine della sindrome depressiva

Per tutto ciò che è stato segnalato nel capitolo precedente, è importante riconoscere che anche la famiglia è, in buona parte, all’origine della depressione e di molte malattie mentali. I grandi mali che attraversano le famiglia – il divorzio, la separazione, le situazioni irregolari, il fenomeno delle ragazze madre, ecc. – sono spesso fonte di depressione in molte delle sue modalità. Di solito sono i bambini e gli adolescenti a portarne il carico peggiore.

Quasi sistematicamente, quando si diagnostica la depressione è necessario andare in profondità nella realtà familiare, dove risiedono molte delle cause. Le fragilità esistenti nella famiglia rendono possibili molte delle malattie mentali di cui stiamo parlando in questi giorni.

La famiglia, spazio privilegiato per prevenire e superare la sindrome della depressione

La famiglia però è anche uno spazio privilegiato per prevenire e superare la sindrome della depressione. Infatti, la terapia migliore per la depressione è una famiglia ben costituita, in cui tutti i suoi membri crescono come persone. In essa le persone trovano un luogo per proteggersi dalla cosiddetta “società depressiva”, senza fughe dannose di fronte alla realtà.

La famiglia è chiamata a svolgere un ruolo molto importante nel rafforzare i suoi membri e proiettarsi al di là della casa, come origine di persone autentiche e libere, occupate a servire con gioia più che a permettere l’ingresso a questo flagello che si abbatte sugli individui, per conto della disperazione.

Nella famiglia dobbiamo individuare chi presenta segni di depressione e perché. Ciò può essere l’occasione per rinnovarsi a livello personale e familiare, favorendo il dialogo costruttivo. Quando però questi segni permangono e pregiudicano la vita quotidiana, ciò è motivo per moltiplicare le strade per la soluzione, con l’aiuto di professionisti nei campi della psicologia o della psichiatria. Senza trattamento, la depressione può durare anni.

L’accompagnamento e la solidarietà familiare saranno sempre opportuni per aiutare chi si trova alle porte della depressione o ne è già preda . È meglio essere ben accompagnati in un processo pur lento, ma che ogni giorno ottiene risultati positivi se comprende un piano di attività realizzabili e concrete, che includa attività fisiche, intellettuali, ricreative, religiose e sociali.

Nella malinconia2, che fu anticamente il genere dei disturbi emotivi, o nella depressione, che è un disturbo dell’anima, c’è la mancanza di senso della vita stessa. È un privilegio molto grande l’essere nato e vivere in famiglia e se si tratta, poi, di una famiglia in cui si coltivano i valori etici e morali, questo privilegio è ancora più grande in una società in crisi. È chiaro che la fede si acquisisce nella routine quotidiana della vita familiare e non si ottiene con un semplice apprendistato di conoscenza in seno alla famiglia, che è “intima comunità di vita e di amore”3.  

Nella solitudine negativa e nella malinconia o depressione, la tristezza non è sana, né si può ottenere un rapido ristabilimento, se non si dispone del sostegno della propria personalità e dei valori affinati in seno alla famiglia. Di fronte a difficoltà che sembrano immense, non dobbiamo piegarci o sprofondare nella pena, ma risollevarci con coraggio. Si tratta di un combattimento spirituale contro l’apatia e la tristezza profonda del vuoto o della superficialità, si tratta di un combattimento spirituale per superare le difficoltà e vincere la disperazione.

In questo momento della storia, in cui la famiglia si vede colpita come istituzione fondamentale della società, “urge un’opera vasta, profonda e sistematica, sostenuta non solo dalla cultura ma anche dai mezzi economici e dagli strumenti legislativi, destinata ad assicurare alla famiglia il suo compito di essere il luogo primario della «umanizzazione» della persona e della società”4 

Il ruolo della famiglia, così descritto, promuove quella crescita in “umanità” che ci invita all’azione nonostante l’indifferenza e l’apatia; alla gioia, nonostante le tristezze e le malinconie; alla solidarietà nonostante l’egoismo; alla  speranza cristiana, nonostante la depressione che abbonda nelle famiglie e che possiamo contribuire a sradicare perché, come ha ripetuto Giovanni Paolo II, è nella famiglia che ognuno “diventa consapevole della sua dignità e si prepara ad affrontare il suo unico ed irripetibile destino”5.

La Pastorale della famiglia, priorità pastorale della Chiesa

Una Pastorale familiare integrale che fortifichi il nucleo familiare sarà la migliore terapia preventiva per molte forme di depressione che affliggono l’uomo e la donna contemporanei. Essa potrà anche, in molti casi, salvare quanti già soffrono di questa grave sindrome.

Nella Novo Millennio Ineunte  Giovanni Paolo II lancia un appello urgente affinché, a partire dalla pastorale della famiglia, si attenda alla crisi che questa sta vivendo: “Un’attenzione speciale, poi, deve essere assicurata alla pastorale della famiglia, tanto più necessaria in un momento storico come il presente, che sta registrando una crisi diffusa e radicale di questa fondamentale istituzione”6.

È importante segnalare che in questa azione pastorale assume particolare importanza la pastorale d’insieme. Assieme alla pastorale della salute,  varie sono le “pastorali” che hanno incidenza sulla famiglia: la pastorale familiare, la pastorale dei giovani, la pastorale dei bambini e degli adolescenti, la pastorale educativa, l’educazione sessuale come parte dell’educazione progressiva nell’amore, che permette di scoprire la bellezza dell’amore e il valore umano del sesso7; la pastorale degli adulti, la pastorale familiare negli incontri di coppia, ecc. Tutto ciò assume unità nel “fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione”8. La famiglia è cellula fondamentale, come casa e scuola dei valori cristiani condivisi nell’unità della Chiesa.

La Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano, riunita nel 1968 a Medellín (Colombia), proponeva che, per determinare un’azione pastorale che porti la famiglia a conservare o ad acquisire quei valori fondamentali che la mettono in grado di assolvere la sua missione, è fondamentale che essa sia “formatrice di persone, educatrice nella fede e promotrice di sviluppo”.

S.E. Mons. Jorge Enrique Jiménez Carvajal
Vescovo di Zipaquirá, Colombia.
Membro del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute,
Santa Sede

 

Note

1 Ecclesia in America, n. 46.

2 “Tristezza vaga, profonda, calma e permanente, che fa sìche colui che la soffre non trovi gusto né svago in nessuna cosa”, Dizionario Manuals Illustrado della Lingua Spagnola...”.

3 Cf. Gaudium et spes, n. 48.

4 Christifideles Laici, n. 40.

5 Cf. Centesimus Annus, n. 39.

6 Novo Millennio Ineunte, n. 47.

7 Cf. Documento de Puebla, n. 606.

8 Novo Millennio Ineunte, n. 43.